di Anna Vanzan*
Una guerra contro l’Iran che non si adegua alle richieste internazionali sul programma nucleare è un’ipotesi paventata da moltissimi, ma auspicata da molti. Fra questi ultimi s’annidano pure i fautori dell’equazione “guerra=rovesciamento del regime” di Tehran, i quali, spesso, adducono a scusa della loro vocazione guerrafondaia il presunto beneficio che la società civile iraniana ricaverebbe da un’operazione militare sull’altopiano. Peccato che la società civile iraniana (quella che sta in Iran, non a New York o a Parigi), non ne voglia sapere, perché è consapevole della brusca frenata che le sue faticosamente create reti socio-culturali (per tacer del resto) verrebbero a subire.
Già, in Iran si produce cultura, e vi è anche chi ha uno sviscerato interesse e amore per quella italiana. Sono numerosi gli intellettuali che se ne occupano, ma qui voglio celebrare in particolare una donna, Antonia Shoraka, brillante mediatrice tra due mondi, l’Iran (dove lei vive) e l’Italia.
Da molto tempo Antonia è impegnata a far conoscere la lingua e la cultura italiane ai suoi connazionali, insegnandole presso l’università Azad di Tehran e in corsi privati. Inoltre, Antonia Shoraka ha scritto una grammatica ad uso degli iraniani che vogliano cimentarsi con la lingua del Bel Paese (Dastur-e zaban-e Italyai, Grammatica d’italiano) pubblicata nel 2011 da una delle più prestigiose case editrici soprattutto di testi di linguistica (Farhang-e mo’asser). Un volume agile ed efficace, che si avvale dell’esperienza dell’autrice maturata anche grazie a periodici corsi di aggiornamento presso le nostre università per stranieri seguiti da Antonia Shoraka.
Antonia è pure traduttrice raffinata e a lei dobbiamo, tra l’altro, la cura della raccolta di saggi di Natalia Ginzburg Mai devi domandarmi (Hargez az man mapors), uscito a Tehran con una veste raffinata e originale per i tipi della Kherad (2010).
Antonia Shoraka è altresì un’esperta di cinema iraniano, come attestato dai suoi commenti in anteprima (apparsi su quotidiani e riviste specializzate italiani) sui film proiettati nelle sale o ai festival iraniani. Così, pure nel campo cinematografico Antonia Shoraka funge da ponte tra due mondi, dal momento che le sue recensioni di film presentati ai festival cinematografici nostrani, da Venezia a Roma, vengono pubblicati in autorevoli riviste cinematografiche in lingua persiana.
Antonia Shoraka, docente, traduttrice, saggista e cinefila, senza dubbio spicca tra gli italianisti nell’Iran contemporaneo, ma non è la sola a portare la bandiera della cultura italiana; né è la sola donna intellettuale d’Iran. Antonia Shoraka insieme a decine di migliaia di connazionali conduce una faticosa battaglia per la cultura, una lotta già difficile di per sé a livello mondiale: figuriamoci che cosa accadrebbe se su di lei, e su milioni di suoi connazionali, qualcuno dovesse sganciare delle “intelligenti” bombe di pace…
(*) Islamologa








