Corpi di donne egiziane

19 novembre 2011

Asma Mahfouz

di Anna Vanzan*


Ha destato molto scalpore l’iniziativa di Aliaa Magda Elmahdy, la giovane egiziana che ha pubblicato sul web una sua foto in versione adamitica: poiché la protagonista proviene da un paese/cultura alquanto riservata e pudica (per usare due eufemismi), la cosa non è certo passata inosservata e immediatamente ha avuto innumerevoli contatti e commenti a livello internazionale. Quale sia lo scopo vero di Elmahdy nessuno può saperlo: lei si dichiara un’atea individualista che protesta contro la società violenta, razzista e sessista…
Senza dubbio Aliaa Magda Elmahdy è una ragazza coraggiosa, ma non ho potuto fare a meno di paragonare la sua intraprendenza con quella di una sua conterranea e pressoché coetanea, Asma Mahfouz: ovvero, quella ragazza che lo scorso 18 gennaio si è piazzata davanti a una webcam incitando tutti i cairoti a raggiungerla in piazza Tahrir per la manifestazione del 25 gennaio.


Nel video, la velata ma per nulla intimidita Asma scuote la coscienza civile degli egiziani invitandoli a far rete, a chiamare, ciascuno di loro, amici e conoscenti per farli convenire in piazza Tahrir. Asma ribalta i ruoli tradizionali, richiamando, lei, una donna, gli uomini egiziani al senso dell’onore, facendo loro presente che non scendendo in piazza si renderanno complici e colpevoli del regime dittatoriale e poliziesco.
Fortunatamente, l’appello di Asma Mahfouz è stato raccolto da moltissimi egiziani, con il risultato che tutti conosciamo, ma certo, almeno nell’opinione pubblica occidentale, il ricordo del nome di Asma è ormai seppellito. Anzi, chissà quanti hanno mai visto il suo video, puoi guardarlo cliccando qui.


Aliaa Magda Elmahdy e Asma Mahfouz sono due giovani donne egiziane coraggiose, ma, personalmente, come donna, e, soprattutto, come persona, preferisco la modalità di Asma, che trovo più vicina al mio modo di intendere l’impegno civile. Ma il numero di clic accanto alla foto di Aliaa Magda Elmahdy mi dà torto: evidentemente, che sia a nord o a sud del Mediterraneo, un corpo nudo di donna suscita più interesse del volto e della voce di una ragazza che riesce a mobilitare centinaia di migliaia di persone per conquistare la libertà.


(*) Islamologa